"A chi giova lo scioglimento del Corpo Forestale dello Stato?"

(19 Marzo 2015) - pubblicato da Lauradex

 

Il governo sembra intenzionato ad andare avanti lungo questa strada che non trova giustificazioni neanche di tipo economico. Le proteste di Enpa, Lav, Lipu, parlamentari bipartisan come Brambilla, De Petris e il Movimento 5 stelle

 

di Lorenzo Gallitto

Roma, 19 marzo 2015 - Perché proprio il Corpo Forestale dello Stato? Perché determinare che sia proprio quest'istituzione che combatte per la difesa dell'ambiente e degli animali a dover confluire in un'altra forza di polizia quando la sua specializzazione è unica? Il suo impegno continuo e produttivo. A chi si fa un favore in questo modo se non alla criminalità che svende e svilisce la natura? Sono tutte domande che, legittimamente, sono in molti a porsi dopo che il governo ha ribadito - per voce dello stesso premier Renzi - che l'accorpamento si farà e che uomini e donne del CFS dovranno confluire nella polizia.

E, nello stesso tempo, si scopre che invece non conosceranno destino analogo le diverse polizie provinciali per una questione legata all'inquadramento del personale. Nel dibattito sono in tanti ad intervenire. E per tutti non c'è risposta a quelle domande che vorticano nell'aria. Manca la ratio di un simile provvedimento che colpisce un'istituzione preziosa per il nostro territorio e per le creature che lo popolano.

«In un Paese dove i crimini contro gli animali e la biodiversità sono all'ordine del giorno, e rappresentano a tutt'oggi la causa prima di procedure d'infrazione inviate dall'Europa all'Italia, riteniamo assurdo ed incomprensibile come si possa anche solo pensare di poter sopprimere il Corpo Forestale dello Stato, con tutte le sue competenze specifiche». Così si è schierata l'Enpa, profondamente contraria all'accorpamento con la Polizia di Stato.  «Parchi, animali, ecomafie, agricoltura, settore alimentare si troveranno ad essere privati di controlli condotti con competenza ed esperienza insostituibili. Questo tipo di crimini è purtroppo molto diffuso in Italia - prosegue la Protezione Animali - e ci saremmo semmai aspettati più risorse per la formazione e per il rafforzamento del corpo Forestale. Il progetto di accorpamento non deve andare in porto: ci appelliamo a tutte le forze politiche, soprattutto al presidente Renzi e ai ministri, affinché il Corpo Forestale dello Stato sia mantenuto».

Di analogo tenore le dichiarazioni diffuse dalla Lav, Lega antivivisezione.  “Scioglimento o accorpamento che dir si voglia, il ministro Martina vorrà davvero essere ricordato come il ministro delle politiche agricole e forestali sotto la cui responsabilità è stato di fatto cancellato il Corpo Forestale dello Stato, dopo quasi due secoli di storia?”. Lo chiede la LAV rivolgendosi a Martina. “Il CFS è una Forza di Polizia essenziale in uno Stato moderno, con poco personale rispetto ai tanti compiti sui quali comunque si distingue con positivi echi che superano anche i confini nazionali - afferma la LAV – un punto di riferimento insopprimibile per tutti gli italiani onesti, per la tutela degli animali e dell’ambiente. Il suo depotenziamento, di fatto, sarebbe un autogol per l’Italia civile e onesta, si può e si deve risparmiare su ben altro”.

"Accorpare la Forestale alla Polizia di Stato è un errore gravissimo, che, sebbene involontariamente, favorirà le ecomafie e tutti coloro che violano le leggi ambientali nel nostro Paese".  E' il duro commento del presidente della Lipu-Birdlife Italia, Fulvio Mamone Capria."Invece di eliminare chi da 150 anni difende la natura, il governo dovrebbe procedere a un progetto di riforma ampio e strutturato, che porti le forze di sicurezza italiane ad unirsi e cooperare, come ha anche suggerito recentemente il Procuratore antimafia Franco Roberti". "La decisione del governo ci lascia francamente interdetti e procede in una direzione esattamente contraria alle necessità ambientali, che sono di maggiore tutela della biodiversità, controlli capillari, diffusione della conoscenza e della cultura della legalità, lotta alla distruzione del territorio. Dovremmo porre l'ambiente al centro dell'agenda e dell'azione politica e invece assumiamo una decisione che sa di burocratico, darà pochissimi benefici e avrà gravi conseguenze. Il governo ci ripensi, siamo ancora in tempo", conclude il presidente Lipu.

"Assurdo dal punto di vista del risparmio e criminale per quanto riguarda la tutela del territorio e della biodiversità, di cui l'Italia è il massimo scrigno in Europa", la vede così la parlamentare di Forza Italia Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la difesa degli animali e dell'ambiente. «Ci opporremo con tutte le forze. Questo esecutivo e questa maggioranza rischiano di battere ogni record di disattenzione e negligenza verso la tutela dell'ambiente», dice Brambilla annunciando anche la presentazione di un'interrogazione. «Il costo annuo per il funzionamento della forestale è di circa 30 milioni stipendi esclusi, visto che il riassorbimento a detta del governo non comporterebbe alcuna perdita di posti di lavoro, mentre la media annua delle sanzioni amministrative elevate - ricorda l'ex ministro - raggiunge i 28 milioni di euro, quasi il pareggio. Invece l'incorporazione in altre forze di polizia costerebbe subito 25 milioni di euro solo per sostituzione divise, riadattamento dei mezzi e della flotta aerea, necessaria riqualificazione del personale». «Dato che la motivazione economica non regge - conclude Brambilla - viene da chiedersi se si voglia semplicemente compiacere l'Ue o, peggio ancora, se si voglia far sparire un Corpo che infastidisce alcune filiere produttive illegali e interviene su fattispecie che spesso non sono neppure percepite come reati da chi li commette».

Schieramento diverso ma unità di vedute per Loredana De Petris, presidente del Gruppo misto-Sel.  "Il voto in commissione, all'interno della delega sulla Pa, per sopprimere il Corpo forestale, in un paese dove si commettono in media tre reati contro l'ambiente ogni ora, è gravissimo e insensato".  "Il Corpo forestale è l'unica forza di polizia delegata a fronteggiare i reati ambientali, quelli che riguardano il settore agro-alimentare e le ecomafie. Nel corso degli anni ha accumulato una conoscenza del problema e un'esperienza tanto preziose quanto insostituibili e ha svolto anche funzioni fondamentali di protezione dei parchi e delle biodiversità e di contrasto dei reati contro gli animali. Sopprimerlo vuol dire lasciare del tutto sguarnito un fronte tra i più nevralgici che ci siano oggi nel nostro paese".  "E' particolarmente grave che un segnale di questo genere sia lanciato proprio mentre la Camera si accinge ad approvare in via definitiva la legge sui reati ambientali - continua De Petris -  Un messaggio tanto contraddittorio non potrà che essere preso dalle ecomafie e da chi perpetra continui reati contro l'ambiente in nome del lucro come un incoraggiamento a proseguire su quella strada".

Dice "no allo smantellamento" anche il Movimento 5 Stelle. I senatori, in particolare, avvertono:  "Noi non ci arrendiamo.  Siamo amareggiati e consapevoli che questo governo vuole solo compiacere quanti chiedono di togliere i controlli ai propri traffici ed illeciti. Per favorire sempre il profitto e l'illegalità, di pochi, sul benessere di tutti".  "Secondo il rapporto "Rapporto ecomafie 2014" di Legambiente il Corpo Forestale dello Stato nel 2013 ha svolto oltre 11.000 inchieste ambientali, la Polizia di Stato che non è specializzata nel settore ambientale 65", continuano i senatori pentastellati. "L'Eurogiust, che ci chiede di approvare una legge sui reati ambientali nel codice penale da decenni, ci chiede da anni anche la formazione un corpo nazionale di polizia ambientale specializzato e coordinato a livello europeo con le altre forze nazionali. La risposta del Governo Renzi? Smantellare il Corpo Forestale dello Stato", attaccano i senatori M5S della Commissione Ambiente.  "Il Movimento 5 Stelle ha una sua proposta per salvaguardare le competenze e specificità del Corpo Forestale dello Stato, esplicitata in un progetto di legge ed una mozione a prima firma Paola Nugnes depositati da dicembre a Palazzo Madama. Chiediamo di discutere le nostre proposte al più presto", concludono i senatori M5S.

Lorenzo Gallitto

 

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