Al lupo, al lupo: in Piemonte riparte la campagna anti predatori

(20 Ottobre 2015) - pubblicato da Redazione

Lega nazionale per la difesa del cane segnala l'allarme veicolato soprattutto dalla stampa locale. "Si parla di danni incommensurabili e si agita la popolazione, ma questi animali sono fortemente tutelati"

 

Roma, 19 ottobre 2015 - Nuova campagna anti-lupi in Piemonte. La segnala la Lega Nazionale per la Difesa del Cane. "In questo caso, si tratta della regione piemontese nella quale, attraverso campagne stampa, si lamentano per l'ennesima volta presunti danni che il lupo arrecherebbe ai pascoli e si chiede una deroga sulla caccia a questo animale, pur essendo una specie particolarmente protetta da leggi comunitarie e nazionali". E' quanto riferisce una nota della Lega nazionale per la difesa del cane. "In sintesi, parrebbe che il lupo sia l'artefice della chiusura di attività pastorali, da tempo in crisi, e si dimentica che la coesistenza fra pecore e predatori è in essere da qualche centinaio di anni. Pertanto è piuttosto sorprendente che tali problematiche insorgano soltanto adesso", si riflette nel comunicato.

"Altrettanto sorprendenti sono le dichiarazioni di alcuni pastori (i cui nomi non vengono stranamente mai riportati) che affermano di essere stati circondati da famelici branchi di lupi, oppure di ipotetiche intese fra il Ministero dell'Ambiente e il progetto WolfAlps per lasciare abbattere 10 esemplari sulle Alpi Marittime". A tal proposito, LNDC chiede pubblicamente agli enti sopracitati un parere su questa esternazione, anch'essa anonima.

LNDC ricorda che i capi predati dal lupo vengono sempre rimborsati, ovviamente a determinate condizioni e a patto che sia dimostrata la responsabilità del predatore; inoltre è il caso di puntualizzare che, sempre nell'ambito del progetto WolfAlps, sono stati stanziati circa 600mila euro a favore della pastorizia e per interventi di prevenzione quali l'installazione di reti elettrificate, l’adozione di cani da guardiania e interventi sugli alpeggi.

"Evidentemente al mondo della pastorizia piemontese questo non basta, si lamentano danni incommensurabili ma non di rado sembra che questi non siano certificabili, lasciando oltretutto i pascoli in modalità vagante come amano definirla, ma che in realtà sono a tutti gli effetti semplicemente incustoditi", si legge ancora nella nota di LNDC.

"È importante ricordare che il mondo della pastorizia negli ultimi tempi si è macchiato di gravi colpe: dall’uccisione illegale di almeno 22 lupi (fonte WolfAlps) – ricordiamo tra tutti il macabro episodio avvenuto in provincia di Cuneo, in cui la testa mozzata di un esemplare venne appesa come avvertimento in linea con atteggiamenti tipici dei mafiosi – alla truffa milionaria scoperta dalla Guardia di Finanza, con cui venivano percepiti illecitamente fondi dell'Unione Europea per pascoli ''fantasma'' in Val di Susa per circa 2 milioni di euro", scrive ancora l'associazione animalista.

"Lega Nazionale per la Difesa del Cane auspica in primis una più attenta verifica da parte degli organi di stampa nel pubblicare informazioni e dati sovente non aderenti alla realtà e al contempo condanna duramente questo modus operandi che il mondo della pastorizia piemontese sta adottando con l'appoggio di politici locali", conclude Michele Di Leva, responsabile caccia e fauna selvatica di LNDC.

 

fonte: quotidiano.net



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