Gatto rifiutato dalla madre

(12 Settembre 2018) - pubblicato da Redazione

Una famiglia di una zona rurale dell'Idaho è rimasta molto sorpresa nel trovare due gattini appena nati fra le piante aromatiche del loro orto proprio mentre erano alla ricerca di un gatto che il giorno prima si era presentato alla loro porta in cerca di cibo. 

Di mamma gatta non c'era più traccia e i due piccoli erano molto deboli, tanto da far pensare che fossero stati abbandonati. Uno dei due piccoli è morto poco dopo e mentre Annalise Burke e sua madre si guardavano intorno alla ricerca di altri cuccioli, la gatta è tornata nella loro proprietà, non dimostrando alcun interesse per l'allattamento del cucciolo rimasto. 

Non sapendo cosa fare e come aiutarlo, Annalise ha portato il piccolo sopravvissuto al gattile cittadino. Ma di ritorno a casa ha sentito dalle flebili grida provenire da sotto il capanno, in cortile. «C'è un terzo gattino!», ha esclamato, iniziando a scavare nella terra per creare un varco abbastanza grande per riuscire a prenderlo. 

Il piccolo aveva terra e sporcizia ovunque, persino in bocca: «Tossiva e sibilava, faceva fatica a respirare». Ma a quell'ora il centro veterinario ormai era chiuso, così lo ha portato dal vicino, un allevatore di capre, alla ricerca di un aiuto e un po' di latte per farlo riprendere dalla brutta esperienza. 

In quella notte d'inizio giugno nessuno a casa Burke ha dormito. Sono rimasti tutti al capezzale del cucciolo, per aiutarlo a recuperare le forze. E i risultati si sono visti. La piccola Gemma - è così che è stata poi battezzata - ha superato la notte non senza difficoltà, ed è stata portata dal veterinario la mattina dopo. 

La prognosi non era buona e il veterinario non era sicuro che sarebbe sopravvissuta.«Il medico ci ha chiesto se avessimo voluto farla addormentare per sempre, ma sapendo che avrebbe avuto anche solo una piccola possibilità di sopravvivere, abbiamo voluto lottare con lei».  

Nelle due settimane successive Annalise non è andata a lavoro per dedicarsi completamente a Gemma. «L'inizio è stato estenuante. Ma non mi sono voluta arrendere». E dopo un mese di poppate al biberon e attenzioni continue, le cose hanno iniziato a mettersi per il verso giusto. 

Gemma ha iniziato a crescere e a comportarsi come un normale gattino, vispo e piena di vita. E ora, in pochi mesi, è come sbocciata. Gemma è rimasta più piccola rispetto ai mici della sua età, ma non per questo è meno felice e «ogni giorno di stupisce con i suoi progressi», circondata dall'amore di una famiglia umana e di altri due fratelli coi baffi. 

Fonte lastampa.it