Ha soccorso il suo gatto, riconosciuto lo stato di necessità

(08 Aprile 2015) - pubblicato da Lauradex

 

Sentenza numero 249/2015 relativa allo stato di necessità, pronunciata dal Giudice di Pace di Pisa - "Grazie a tale sentenza possiamo infatti affermare che è stato fatto un piccolo passo in avanti verso una legislazione in grado di tutelare gli animali in quanto “esseri senzienti”, così come stabilito dalla normativa comunitaria", rileva l'Enpa.

 

Il Giudice di Pace di Pisa ha accolto il ricorso del proprietario di un gatto attualmente deceduto ma che a suo tempo fu in pericolo di vita. Il ricorso è stato effettuato perché il proprietario dell’animale in questione venne multato per eccesso di velocità durante il trasporto dell’animale dal veterinario. Il gatto era in gravissime condizioni ed era determinante, al fine di salvargli la vita, arrivare prima possibile. Analizzando il codice della strada troviamo l’articolo 177 che disciplina la circolazione di autoveicoli e motoveicoli designati a servizi di polizia, antincendio e delle autoambulanze. Sono previsti anche mezzi di soccorso per il trasporto di animali in gravi condizioni di salute, che però in quella circostanza non erano operativi sul territorio circostante.

In questo caso il Giudice ha acconsentito all’annullamento del verbale  inerente alla sanzione e ha dichiarato che: "E’ vero che lo stato di necessità così come ritenuto dalla legge e dalle correnti giurisprudenziali richiede che il soggetto in pericolo imminente sia una persona fisica, mentre nel caso di specie il fatto concerne un animale", ma anche, spingendosi oltre, che "la stessa legislazione penale ha visto in tempi recenti un inasprimento delle pene per i maltrattamenti di animali, manifestando quindi un'attenzione a considerare l'animale, soprattutto quello domestico, come qualcosa di più di una mera res, anche se certamente non può parlarsi dell'animale come di un soggetto portatore di diritti alla stregua dell'essere umano".

Aggiunge anche successivamente che nel caso di specie debba applicarsi il principio giurisprudenziale secondo cui: "In tema di sanzioni amministrative, non è sufficiente che siano accertati gli estremi oggettivi della violazione, ma occorre altresì, per l'affermazione di responsabilità, che la condotta sia almeno colposa, e la colpa è esclusa quando, secondo il disposto del secondo comma dell'art. 3 L. 689/81, la violazione è commessa per errore sul fatto non determinato da colpa dell'agente" (Cass. sez. III, 12.5.2000, n. 6111).

Siamo anche al corrente di avvenimenti simili avvenuti in precedenza come ad esempio il ricorso promosso da un medico veterinario multato per eccesso di velocità perché, contattato da una cliente, si stava recando in loco per prestare soccorso al cane che era in grave pericolo di vita ed in condizioni che non ne consentivano il trasporto.

 

Redazione