Nina travolta dal fiume Misita

(07 Novembre 2018) - pubblicato da Redazione

Il quattrozampe era stato portato via dalla forza delle acque che hanno travolto la campagna di Casteldaccia (Palermo) e ucciso nove persone. 

Ma Nina, un pastore tedesco di appena due anni, è riuscita a sopravvivere alla tragedia

grazie all’intervento di una donna, del primo maresciallo della Guardia costiera di Porticello Giuseppe Gargano,

del comandante d’ufficio Giuseppe Morra e del marinaio Gaetano Aiello. «Domenica ci è arrivata una chiamata 

da una signora che abita vicino al porto e guarda spesso il mare con un binocolo dal terrazzo di casa - racconta Gargano -.

Ci ha detto di aver visto un cane che stava cercando di nuotare verso riva e noi siamo subito intervenuti». 

Il povero quattrozampe era a due miglia dalla costa ed era arrivato in quella zona aggrappato ad alcune tavole di legno portate via dalla corrente.

All’arrivo del gommone della Guardia costiera Nina non ha opposto resistenza e, dopo essere stata recuperata, si è sdraiata esausta sulla prua dell’imbarcazione.  

“Le ho dato il mio giubbotto perché era bagnatissima - continua Gargano -. E anche affamata, talmente tanto che una volta a terra si è divorata due calzoni. 

Quindi le abbiamo sciacquato la bocca con una siringa per togliere la sensazione di acqua salata, una cosa che dà molto fastidio ai cani”. 

All’arrivo del veterinario Nina stava abbastanza bene: soffriva solo di una lieve ipotermia per le prolungate ore trascorse in acqua. 

Grazie al suo microchip, la Guardia costiera è riuscita a ritrovare il compagno umano del cane in breve tempo. 

Luigi Ammirata, di Castendaccia, sopravissuto alla tragedia provocata dall’esondazione del Milicia, ha così potuto riabbracciare la sua cara amica. 

“Lunedì ho fatto una chiamata per sapere come stava l’animale e Ammirata mi ha detto che stava bene e non aveva più la febbre”, ha concluso, felice, il maresciallo. 

Fonte lastampa.it